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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.


Diario


20 agosto 2008

Fondi POR, cause ed effetti in Basilicata

Sui muri delle città e dei paesini lucani campeggiano i manifesti fatti affiggere dalla Regione Basilicata per informarci dei risultati ottenuti con l’impiego dei fondi POR. Anche sulla stampa locale, quotidiani e periodici, è in atto una massiccia campagna di comunicazione con accattivanti immagini che ci informano delle mirabilie ottenute con i progetti dei POR. Se non dico sciocchezze POR dovrebbe essere la sigla che sta per Piano Operativo Regionale ed è riferito a 6 anni, dal 2000 al 2006.
Sul sito appositamente creato in basilicatanet.it si apprende che “Attraverso il POR la Regione Basilicata ha finanziato 2.214 opere pubbliche, 5.416 progetti rivolti alle imprese, 52.357 progetti rivolti alle famiglie e 2.326 corsi formativi, di specializzazione, di riqualificazione per un totale di 45.369 partecipanti. “
Il Programma Operativo 2000-2006 della Basilicata, che si è concluso nel 2008, ha perseguito 4 obiettivi principali:

  • superare la perifericità del sistema territoriale, valorizzando le aree interne, rafforzando e potenziando i capoluoghi di provincia e i centri urbani;
  • superare la marginalità del sistema produttivo, incrementando il grado di apertura all’esterno dell’economia;
  • mirare ad uno sviluppo sostenibile, attuando interventi per la difesa del suolo e riservando un’attenzione particolare ad attività e produzioni che creano maggiori occasioni di lavoro;
  • accrescere l’occupazione e qualificare le risorse umane, attraverso lo sviluppo dell’imprenditorialità, delle pari opportunità, dell’innovazione dei sistemi di formazione, di istruzione e di lavoro.

Chi vuol approfondire le conoscenze specifiche del programma può collegarsi a questo link. Volendo scorrere gli interventi per settore ho sintetizzato così:


 

TURISMO

Con circa 94 milioni di euro finanziati, sono stati realizzati 263 progetti gestiti da Enti Pubblici e 214 progetti gestiti da privati per valorizzare l'offerta turistica della Basilicata.
Volo dell’Angelo : E’ una infrastruttura ludico-sportiva che permette di volare sospesi a 400 metri di altezza, compiendo un tragitto di un chilometro e mezzo, legati ad un filo d’acciaio che collega i due paesi di Pietrapertosa e Castelmezzano.
Intervento nel Comune di Sasso Castalda L’intervento ha riguardato l’installazione di un impianto fotovoltaico a servizio della pubblica illuminazione della potenza nominale di kW 20 collegato alla rete di distribuzione elettrica.
Montescaglio Complesso Monumentale “Abbazia di San Michele Arcangelo” -Il progetto ha avuto come obiettivo principale la riqualificazione di aree pertinenti ed adiacenti all’Abbazia benedettina, con interventi di restauro conservativo dei monumenti, con l’obiettivo di incrementare la fruibilità e l’accessibilità del bene, valorizzando una delle risorse più significative del territorio.
Comune di Fardella - Bosco Barbattavio. Attraverso interventi migliorativi per l’accessibilità e la fruibilità, il progetto ha perseguito l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare una risorsa di particolare pregio ambientale, quale il bosco Barbattavio, proponendolo come luogo ideale per visite guidate, escursioni, laboratori didattici, stages.
Comune di Muro Lucano Percorso Gerardino. Il progetto ha riguardato il recupero complessivo di tipologie architettoniche, religiose ed ambientali che, sia nella cinta urbana che extraurbana del comune di Muro Lucano, testimoniano il passaggio, la vocazione, il vissuto di San Gerardo Maiella.
Comune di Policoro Borgo Canalini. E’ un agglomerato edilizio costituito da 24 piccoli fabbricati, risalente agli anni ’50, e costituisce un primo esempio storico ed urbanistico di edilizia pastorale organizzata.
Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane. Realizzazione di un museo all’aperto, completamento dell’orto botanico e riqualificazione tematica di centri-visita. Comunità Montana Alto Agri. Realizzazione di infrastrutture di servizio e valorizzazione dell’area SIC “Faggeta di Moliterno”. La straordinaria valenza naturalistica della Faggeta di Moliterno (riconosciuto Sito di Importanza Comunitaria - SIC - dall’Unione europea) è stato l’elemento trainante del progetto di recupero architettonico e funzionale (concepito in riferimento ai principi della bioarchitettura) del manufatto presente in essa.
Comune di Rapolla. Cantine di Rampolla. Del progetto hanno fatto parte diversi interventi unitariamente tesi al recupero di un’area limitrofa all’abitato di Rapolla, caratterizzata dalla presenza di cantine, le più antiche delle quali risalgono alla metà del ‘600, ricavate nei costoni di roccia friabile e destinate alla vinificazione e alla conservazione di prodotti locali (vino, olio, insaccati, formaggi).

AGRICOLTURA

Con più di 17 milioni di euro finanziati, sono stati formati circa 1200 giovani imprenditori nel settore agricoltura. 191 milioni di euro sono stati utilizzati per finanziare nuove infrastrutture rurali, innovazioni di processo e di prodotto, adeguamenti strutturali delle aziende.
Rete irrigua di Melfi e Montemilone. L’intervento ha riguardato il completamento, l’adeguamento e l’estendimento delle reti irrigue e il miglioramento e il recupero di efficienza funzionale sia delle fonti di approvvigionamento idrico sia delle reti di distribuzione.


INFORMATIZZAZIONE:

Con quasi 50 milioni di euro finanziati, sono stati portati computer e rete in quasi 80 mila famiglie, trasformando la Basilicata in una regione a forte vocazione digitale.
Un Computer in ogni casa e Cittadinanza elettronica. Realizzati in due momenti successivi, i progetti costituiscono uno dei cardini della realizzazione della strategia regionale in materia di Società dell’Informazione. Al fine di incentivare la cultura dell’Informazione e creare una base per la domanda di servizi informatizzati, infatti, la Regione Basilicata ha finanziato l’acquisto di un computer alle famiglie lucane. Il secondo intervento, oltre al PC, ha finanziato l’acquisizione della certificazione ECDL, o equivalente, da parte dei giovani. 
Investimento / 49.640.000,00 euro (di cui 32.185.984,00 euro fondi POR e 17.454.016,00 euro fondi CIPE).

LE PARI OPPORTUNITA’

Con 326 mila euro finanziati, è stato promosso il voucher di conciliazione, per permettere la partecipazione ad attività di formazione e facilitare l'inserimento lavorativo.
Progetto Formazione continua. Realizzati in due momenti successivi, i progetti costituiscono uno dei cardini della realizzazione della strategia regionale in materia di Società dell’Informazione. Al fine di incentivare la cultura dell’Informazione e creare una base per la domanda di servizi informatizzati, infatti, la Regione Basilicata ha finanziato l’acquisto di un computer alle famiglie lucane. Il secondo intervento, oltre al PC, ha finanziato l’acquisizione della certificazione ECDL, o equivalente, da parte dei giovani.
Investimento / La spesa sostenuta è stata di 24.848.000,00 euro (di cui 9.976.000,00 euro di cofinanziamento privato).


AMBIENTE:

Con 18 milioni di euro finanziati, è stato attuato un Programma di Risparmio Energetico e di installazione di nuovi impianti fotovoltaici, solari e termici, con una riduzione di emissioni in atmosfera di 17 mila tonnellate di CO2 all'anno. Con 61 milioni di euro sono state ridotte le perdite nella rete idrica, con un forte recupero di acqua a favore di aziende e cittadini.
Nuovo depuratore di Potenza. L’opera che è stata realizzata tratta i reflui della città di Potenza e dell’area industriale di Tito, che rappresenta l’agglomerato industriale più consistente della Regione. Ha una portata di 70.000 metri cubi/giorno e oggi serve un bacino di utenza di 160.000 abitanti. E’ il più grande e potente depuratore della regione. Attraverso un trattamento di tipo terziario soddisfa l’intera domanda di acqua dell’Area di Sviluppo Industriale (ASI) di Potenza.


FORMAZIONE:

Con 330 milioni di euro finanziati, sono stati promossi 2.850 progetti e corsi di formazione per oltre 45 mila partecipanti per aumentare il tasso di conoscenza e di cultura professionale e personale della popolazione della nostra regione.
Tra il 2002 e il 2005 sono stati emanati 5 bandi che hanno finanziato progetti di formazione aziendale finalizzati alla qualificazione, alla specializzazione e all’aggiornamento del personale occupato e neo-occupato delle Piccole e Medie Imprese (PMI) e delle Grandi Imprese (GI). I percorsi formativi sono stati progettati in funzione dei programmi di sviluppo locale e delle strategie di consolidamento, espansione e innovazione delle imprese proponenti, che sono risultate superiori a 600 (di cui il 92% PMI). Complessivamente sono stati messi in formazione circa 7.000 dipendenti, operanti in molteplici settori (informatica, legno/mobili, meccanica/metallurgia, edilizia....), di cui il 72% uomini e il 28% donne, con fascia d’età prevalentemente compresa tra 30 e 44 anni.
Investimento / La spesa sostenuta è stata pari a 24.848.000,00 euro (di cui 9.976.000,00 euro di cofinanziamento privato

Come possiamo commentare l’impiego di tutto questo fiume di fondi pubblici? Cosa ha prodotto in regione? Sicuramente molto meno delle aspettative. La cifra più importante è quella della Formazione. Ben 330 milioni di euro per formare i lucani e mandarli a lavorare fuori regione. Questa infatti la grande contraddizione di questa regione. Tanti, ma proprio tanti soldi per non creare occupazione. Non possiamo certo dar torto a chi sostiene che i soldi per la formazione hanno arricchito le società che hanno fatto la formazione. Sarebbe giusto far conoscere quali società hanno svolto i corsi, quanti soldi hanno ottenuto, chi sono gli amministratori. 330 milioni, oltre 600 miliardi di vecchie lire, sono una somma troppo importante per liquidare in poche righe sul sito basilicatanet la questione. Trasparenza plesae….. nomi cognomi e paternità…..
Anche i 200 e passa milioni spesi in agricoltura non hanno dato la svolta al settore primario della nostra economia. I campi si svuotano i giovani non sono attratti dalla terra, mi sembra strano perché i soldi investiti nel settore sono tanti. Qualcosa non quadra…..
Anche i circa 50 milioni di euro investiti nell’informatizzazione regalando ad 80.000 famiglie lucane un PC non ha prodotto grandi effetti, ne hanno beneficiato sicuramente i negozi di informatica. Oltre all’hardware serviva portare internet veloce nelle case dei lucani ed invece rimaniamo una delle regioni più arretrate in questo campo dove il “digital divide” divide per davvero.
Appare, quindi un tantino beffarda la campagna di comunicazione della Regione. Tanti soldi spesi, non si conoscono gli effetti di “eventuali” controlli operati, hanno consegnato una regione in ginocchio, con tanti problemi che invece di lenirsi si acuiscono. Spopolamento, emigrazione, povertà sono il flagello della Basilicata del terzo millennio, se ci aggiungiamo l’atavico isolamento per la carenza di infrastrutture (quelle poche che ci sono, vedi il ponte di Picerno, vanno in malora) che rendono poco “invitante” per gli investimenti il nostro entroterra, la progressiva perdita di servizi essenziali per la vita quotidiana (trasporti, posta, ferrovia, energia, telecomunicazioni) per la fuga dal territorio lucano dei presidi tecnico-amministrativo. Le tanto sbandierate risorse naturali, acqua e petrolio, intensamente sfruttate, non hanno portato alcun tangibile beneficio ai lucani. 
Non è vero, poi, che l’ambiente è stato preservato, tutt’altro. La Basilicata si rivela sito ideale per depositi di ogni porcheria, dalle scorie nucleari ai rifiuti tossici e speciali, e l’estrazione del petrolio ha rovinato l’ambiente circostante i pozzi ed il centro oli senza che ci si preoccupa di fornire un adeguato monitoraggio ambientale ed uno screening per valutare lo stato di saluto di chi è costretto a convivere con l’oro nero.
Dopo le riflessioni mi concedo formalizzare alcuni interrogativi in merito alla campagna di comunicazione.
Quanto è costata?
Quante e quali testate giornalistiche (quotidiani e periodici) hanno avuto il beneficiato dela pubblicità istituzionale?
Perché affidare ad una società non lucana la campagna di comunicazione? Anche in Basilicata ci sono persone e società in grado di provvedere egregiamente….
Perché comunicare con tanto ritardo i risultati dei progetti finanziati con i fondi POR?




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8 agosto 2008

Petrolio & veleni, la salute dei lucani prima di tutto

In riferimento all’articolo non firmato apparso il 6 agosto a pagina 7 della Gazzetta del Mezzogiorno dal titolo “In cerca di inquinanti pericolosi” mi preme porre l’accento su alcuni aspetti che riguardano la salute di parte della popolazione costretta a convivere, suo malgrado, con gli effetti derivanti dall’estrazione del petrolio in Basilicata.
L’articolo è conseguente ad un comunicato stampa dell’Organizzazione Lucana Ambientalista che facendo proprie le preoccupazioni delle popolazioni della Valdagri ha chiesto alla Regione Basilicata di intensificare e rendere noti i dati relativi al monitoraggio ambientale nei siti interessati dall’estrazione. Una richiesta più che legittima in considerazione che in dieci anni di estrazioni la diffusione dei dati è stata affidata alle compagnie mentre il monitoraggio compreso negli accordi per l’estrazione non è stato ancora realizzato. Fra l’altro la “segnalazione” dell’OLA mette in evidenza che non tutti gli agenti inquinanti vengono monitorati in maniera costante. Uno di questi, l’idrogeno solforato (H2S) noto anche come acido solfidrico, è particolarmente pericoloso per la salute dell’uomo. Considerato che una caratteristica del petrolio lucano è l’elevata presenza di zolfo costringe le compagnie ad un particolare pre trattamento prima di convogliare il greggio nell’oleodotto verso Taranto si evince che la possibilità di produrre questo pericoloso gas ed immetterlo in atmosfera non è per nulla remota.
Fatta questa doverosa premessa stupisce la stizzita replica dell’ARPAB riferita fra le righe dell’articolo sopra citato. Non mi risulta che OLA abbia denigrato il prezioso lavoro che l’Agenzia per la protezione ambientale lucana svolge, il rilievo, a dire il vero si tratta di un invito, era rivolto alla Regione Basilicata che deve intervenire a tutela della salute dei lucani prevedendo i monitoraggi continui, soprattutto per gli inquinanti più pericolosi. Appaiono perciò sconcertanti le dichiarazioni dell’ ARPAB quando ci informa che provvede a monitorare l’idrogeno solforato “con un mezzo mobile 2 – 3 volte all’anno”, e negli giorni dell’anno?
E poi non mi sembra che questi dati siano resi di pubblico dominio. Se c’è una concentrazione fuori norma chi avverte la popolazione? Chi ci dice che nei periodi non coperti da monitoraggio non ci sono stati valori al di sopra di quelli consentiti?
Sono domande cui qualsiasi lucano, soprattutto gli abitanti della Valdagri, devono avere una urgente risposta!
Non è mia intenzione polemizzare ne creare facili allarmismi ma le notizie apparse nelle ultime settimane sulla stampa locale circa un elevato aumento dei casi di malattie neoplastiche in Basilicata mi inquietano non poco. L’accostare i dati del nascente Registro dei Tumori alle estrazioni di petrolio è sbagliato? Forse. Ma se ci fosse stato un serio, puntuale monitoraggio di tutte le sostanze legate all’estrazione del petrolio i dubbi sarebbero stati fugati ma oggi non certezze non ne abbiamo. 
Leggendo però i risultati di importati studi scientifici i dubbi e lo sconcerto si amplificano.
Consultando il documento prodotto dai professori Maria Rita D'Orsogna e Thomas Chou docenti rispettivamente del "Department of Mathematics, California State University al Northrige, Los Angeles" e del " Department of Biomathematics della D.Geffen School of Medicine, University of California, Los Angeles" è facile rilevare che "il rapporto redatto dai due professori statunitensi si propone di illustrare ad un pubblico non specializzato gli effetti sulla salute del H2S, un sottoprodotto del processo di idro-desulfurizzazione del petrolio, anche alla luce dei progetti ENI ad Ortona, in Abruzzo, ove è prevista la realizzazione di un Centro Oli simile a quello di Viggiano in Basilicata. L'evidenza medico scientifica – scrivono i professori – mostra come anche un contatto quotidiano con basse dosi di H2S dell'ordine di grandezza delle normali immissioni nell'atmosfera da un centro idro-desulfurizzazione (come quello di Viggiano), possa essere ad alta tossicità sia per la salute umana che per quella animale e vegetale.
Lo studio riporta anche incidenti documentati dal WWF che hanno riguardato alcuni pozzi in Basilicata (well blowouts) come quelli di Policoro, Monte Li Foy e Monte Alpi 1con due incidenti rilevanti nel 2002 e nel 2005 che hanno riguardato il Centro Oli di Viggiano che costrinsero l'ex presidente della Regione ad emettere ordinanze urgenti di sospensione dell'attività del centro oli di Viggiano che però prosegui, nonostante tutto, così come evidenziato dal Dossier del WWF. Incidenti gravissimi, sui quali non sono stati mai forniti i dati relativi all'emissione dell'H2S denotando insufficienti azioni di monitoraggio ambientale, prevenzione del rischio e screening medici costanti sulla popolazione residente che, come quella residente in prossimità del centro oli di Viggiano, ha presentato diversi esposti alla Magistratura sfociati in un processo tutt'ora in corso contro dirigenti dell'ENI. La possibilità di venire in contatto con il micidiale idrogeno solforato – è scritto nel rapporto - aumenta notevolmente per le popolazioni in vicinanza dei centri di lavorazione del petrolio. Tutt'oggi sorprende constatare come manchino dati ufficiali di rilevazione dell'H2S in Basilicata ed in Val d'Agri. Nelle vicinanze di centri di lavorazione del petrolio, fra cui impianti di idro-desulfurizzazione (centro oli) i livelli di H2S possono essere dunque 300 volte maggiori che in una normale città del mondo occidentale. Le centraline di monitoraggio, sia pubbliche sia dell'ENI presenti in Val d'Agri e nei pressi del centro oli di Viggiano, diffondono esclusivamente i dati relativi ad alcuni parametri. Ma non quelli relativi all'idrogeno solforato che non si conosce se vengano o meno rilevati e da chi. Non è un caso che l'Organizzazione Mondiale della Sanità consigli di fissare il limite di H2S a 0,005 ppm (parti per milione). Negli Stati Uniti il Governo Federale raccomanda un limite di 0,001 ppm con limiti differenti fissati da Stato a Stato (es. California=0,002 ppm, Massachussetts= 0,006) mentre in Italia il limite massimo di H2S, secondo il decreto ministeriale del 12 luglio 1990, è di 10 ppm, quando è ormai noto in letteratura medica – dichiara la prof.ssa Maria Rita D'Orsogna – questo valore è non solo "diecimila volte" più alto dei valori consigliati dall'OMS già applicati negli USA, ma causa danni irreversibili alla salute umana ."

Come si può notare non c’è da stare tranquilli. Anzi. A questo punto pretendere di conoscere i valori di H2S nelle aree interessate dall’estrazione del petrolio è un sacrosanto diritto dei lucani, informarci che per due o tre volte all’anno si effettua un monitoraggio non basta, è una presa in giro, i lucani hanno diritto di essere preservati dagli eventuali danni che la lavorazione del petrolio può arrecare, hanno diritto di conoscere i dati relativi a tutti gli inquinanti pericolosi che, giocoforza, vengono immessi in atmosfera, hanno diritto di sapere se le acque e i terreni circostanti i pozzi ed il Centro Oli sono indenni da sostanze pericolose per la salute. Chiediamo troppo? No, esercitiamo semplicemente il diritto a preservare la nostra salute!
Alla luce di tutto ciò appare del tutto ingiustificato il “risentimento” dell’ARPAB nei confronti dell’OLA che ha “osato” chiedere più attenzione alla Regione Basilicata, anzi auspico che la Regione metta a disposizione dell’agenzia ambientale molti più mezzi e risorse per porla nelle condizioni di fornire ai lucani un impeccabile servizio di monitoraggio ambientale.
                                                                   _____________
                           La testimonianza della prof. D'Orsogno

                         
 
Continua a questi link: 

http://www.youtube.com/watch?v=17kRSvXJa6I&feature=related
 http://www.youtube.com/watch?v=xvmLvo6mQgw&feature=related




5 agosto 2008

L'opposizione alla Di Pietro

Avevo deciso di non dar più retta le vicende politiche italiane, schifato e deluso mi ripromettevo di seguire con distacco tutto ciò che aveva a che fare con i partiti, le leggi, il parlamento….. mi ero arruolato nel partito dei “qualunquisti”.
Oggi per problemi personali mi sono ritrovare a seguire in TV le dichiarazioni di voto al provvedimento che in autunno diventerà Legge Finanziaria. Certo è singolare che il parlamento sia chiamato a fare gli straordinari il 5 agosto.
Pur non seguendo approfonditamente i lavori parlamentari e i provvedimenti del Governo non posso fare a meno di capire che le promesse elettorali del PDL sono rimasti tali. Le accuse al governo Prodi di aver introdotto nuove tasse e la promessa di abbassarle hanno fatto conquistare tanti voti a Berlusconi e soci, ma nei primi 100 giorni di governo non vedo un solo provvedimento che abbassa le tasse, qualche vagonata di demagogia come l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, la detassazione dello straordinario e poco altro.
Mentre tante famiglie vivono il dramma di non arrivare alla terza settimana sopraffatti da un’inflazione che ha ripreso a galoppare con aumento dei prezzi per tutti i generi di prima necessità il Governo non trova di meglio da fare di approvare leggi come il Lodo Alfano che mettono al sicuro il premier da eventuali condanne propinate dai giudici comunisti. O mettere 3.000 soldati in mezzo alla strada per sei mesi con l’illusione di risolvere i problemi di sicurezza, invece di aumentare i fondi per le forze dell’ordine li hanno drasticamente tagliati. Così come hanno tagliato fondi e posti di lavoro nella scuola pubblica. Per non parlare dei danni creati alla Giustizia e al mondo della informazione. Qualcuno, forse esagerando, fa riferimento al regime fascista.
Conscio di tutto ciò oggi mi sono appassionato a seguire le dichiarazioni di voto alla Camera. In un Parlamento senza la sinistra, ed io stesso che ho votato per un partito uscito sconfitto il 13 aprile, volevo vedere chi meglio rappresentava l’opposizione al “regime” berlusconiano.
Mi sono piaciuti Francescani del PD e Pezzotta dell’UDC per come hanno motivato il no alla manovra, ma l’intervento di Antonio Di Pietro è stato s p e t t a c o l a r e! Oltre che pienamente condivisibile, nonostante l’enfasi eccessiva.
Vi consiglio di leggere sul blog del leader di Italia del Valori il gustoso intervento “recitato” dall’ex PM alla Camera
.
http://www.antoniodipietro.com/2008/08/il_governante_dalla_doppia_fac.html#comments

"Il governante dalla doppia faccia" di Antonio Di Pietro | 5 Agosto 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it



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