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UN LUCANO DOC - Dialoghi e immagini da una terra antica che non vuole morire.
22 maggio 2013
Al peggio non c'è mai fine

Magari in molti chiariranno laloro posizione, magari si accerterà che in qualche caso ci sono stati errori daparte di qualche collaboratore nel rendicontare le spese, qualcuno, forse, neuscirà completamente riabilitato, ma nella vicenda giudiziaria etichettata come“rimborsopoli” che si occupa dellarendicontazione delle spese fatte dai consiglieri regionali lucani, sarebbestato giusto che chi è ufficialmente indagato (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/basilicata/2013/05/21/Rimborsi-chiuse-indagini-42-indagati_8743743.html)

avesse rassegnato le dimissioni,così come accade nelle vere democrazie. In Basilicata invece nella primariunione del Consiglio Regionale dopo l’esplosione dello scandalo, come nullefosse, condannati e indagati hanno ottenuto incarichi nel Consiglio.

Come dicono tutti in questi casibisogna essere garantisti ad oltranza, bisogna attendere l’ultimo grado digiudizio e vale per tutti la presunzione di innocenza, ma bene avrebbero fattoi consiglieri coinvolti nella vicenda a dimettersi, anche perché senzaincarichi nell’Istituzione  hanno lapossibilità di difendersi meglio.

Certo continuare a parlare di vicendecome questa è deprimente, nel pieno di una devastante crisi che staletteralmente devastando la vita di tanti lucani, è una vergogna.

Ma la vera tragedia è che èiniziata una campagna elettorale che, come nulla fosse successo, sta pensandoai nuovi assetti con gli stessi partiti e gli stessi personaggi, mi riferiscoalla totalità dei partiti, che hanno portato la Basilicata nel baratro.

Chi salverà la Basilicata che comeentità politico-istituzionale potrebbe scomparire se il progetto di costruiremacroregioni si realizzera?


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SOCIETA'
14 maggio 2013
Fott'n e se ne fott'n

 
(Don Franco Corbo della Parrocchia di S.Anna e Gioacchino)

In Basilicata da oltre due settimane non si parla d’altro che dello scandalo che ha investito la Regione Basilicata che è stato etichettato con il termine “rimborsopoli”.

Per quanto concerne lo scandalo che ha investito il parlamentino lucano con la quasi totalità dei Consiglieri e degli Assessori indagati per aver rendicontato con leggerezza le spese che si erano assegnati con apposita legge regionale, i lucani si sono scatenati nel giudicare gli episodi che la magistratura ha minuziosamente elencato nell’ordinanza con cui ha emesso le custodie cautelari. Nei bar, sulle panchine dei parchi, sui bus non si parla d’altro.

Sono molti i lucani che fanno il paragone fra i politici che non si sono accontentati del lauto stipendio e la povera gente che non arriva a fine mese perché ha una pensione da fame o perché è in cassa integrazione o ha perso il lavoro. L’indignazione è alle stelle.

Anche la stampa nazionale s’è occupata con dovizia di particolari dello scandalo alla Regione Basilicata e non ne usciamo bene.

Fino ad oggi, fatta eccezione per don Marcello Cozzi, che nella qualità di vice presidente nazionale dell’Associazione Libera ha stigmatizzato in maniera piuttosto pesante il comportamento dei politici lucani, non si sono avuti commenti da parte del mondo ecclesiastico.

Don Marcello s’è tolto qualche sassolino dalle scarpe, più di un politico oggi inquisito lo accusava di sporcare l’immagine della Basilicata con comportamenti qualunquisti e di capeggiare la folta schiera di quelli che praticano l’antipolitica.

Abbiamo fatto un giro in alcune parrocchie della città per chiedere ai parroci che cosa ne pensavano del comportamento dei politici lucani loro che toccano con mano lo stato di indigenza di tante famiglie lucane.

In qualche caso i parroci non hanno voluto commentare le vicende giudiziarie di questi giorni, un parroco non ha voluto esprimere un giudizio sul terremoto giudiziario che ha investito Consiglieri ed Assessori regionali ma ha confermato che negli ultimi anni è aumentato di molto il numero di famiglie potentine precipitare nella disperazione e nel mentre mostrava un fascio di bollette di utenze che mensilmente vengono pagate a chi non può farlo, si è presentato un signore con due bollette da pagare, altri 200 euro sborsate dal parroco.

Ha accettato di parlarne don Franco Corbo, parroco della parrocchia di Sant’Anna e Gioacchino nel popoloso quartiere Libertà. In molti conoscono l’impegno della parrocchia di don Franco a favore dei bisognosi, impegno sempre crescente perche anche qui sono sempre di più i nuovi poveri che vengono a chiedere un aiuto. Le vicende giudiziarie che tengono banco in questi giorni sono figlie, per don Franco, di una politica che ha impedito a loro di resistere alla tentazione di arraffare, quello che hanno voluto in virtù di una legge sbagliata, che ha permesso l’indebita appropriazione.

Oltre alla più che ovvia indignazione per l’accaduto don Franco auspica che il nuovo Consiglio Regionale che andremo ad eleggere nell’autunno prossimo provveda a riscrivere le normative sul funzionamento del parlamentino, oltre ad una indennità più vicina alla media degli stipendi dei “normali” lavoratori, ai consiglieri regionali ed ai componenti della Giunta non deve essere riconosciuto alcun rimborso, in questo modo nessuna tentazione li potrà indurre a comportamenti illeciti.

Chi meglio della Caritas conosce la reale consistenza del disagio a Potenza? Abbiamo voluto conoscere il pensiero di Marina Buoncristiano, responsabile dell’osservatorio povertà e risorse della Caritas diocesana di Potenza e che opera a Bucaletto, quartiere simbolo della povertà.

Senza mezzi termini Marina Buoncristiano sostiene che l’intera classe dirigente della politica lucana ne esce molto male, soprattutto per il particolare momento che vede la Basilicata in forte sofferenza per le tante emergenze sociali ed economiche. Non è un caso la decrescita demografica in Basilicata, essa è la logica conseguenza della crisi che porta ad emigrare non più solo i giovani, una crisi che ha svuotato le culle perché le giovani coppie prima di mettere al mondo un figlio devono avere un reddito sicuro e mancando il lavoro è una naturale conseguenza anche il calo demografico. In questo devastante scenario il comportamento dei politici lucani è ancora più riprovevole. Per Marina Buoncristiano i politici lucani vivono scollati dalla realtà ed il loro comportamento è come il sintomo una malattia che porta al declino di una politica poco concreta e di basso profilo. Per la responsabile della Caritas molta responsabilità va addebitata a chi aveva il dovere dei controlli e ha omesso di farli, auspica che fra i primi provvedimenti del nuovo Consiglio Regionale ci sia l’eliminazione dei rimborsi oltre ad un netto taglio dello stipendio.

Il rammarico della signora Buoncristiano è stata l’assenza di politiche del welfare da parte della Regione Basilicata, un dato devastante che è il sintomo della tragica situazione economica di tanta gente in Basilicata sono le 856 famiglie che ogni mese sono assistite dalla sede Caritas di Bucaletto.

E’ evidente, quindi, che la Chiesa, attraverso le parrocchie o la Caritas, sopperisce all’assenza di iniziative delle Istituzioni.

Con riferimento alla “rimborsopoli” lucana sono azzeccatissime le parole di quell’infermiere nel film “Io speriamo che me la cavo” “qui fott’n e se ne fott’n”.

(Articolo pubblicato sul free press Controsenzo dell'11 maggio 2013)




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SOCIETA'
13 maggio 2013
Omaggio all'artista Fanì
 

Francesco Fanelli, noto con lo pseudonimo Fanì è un potentino d’adozione essendo egli nato a Laurenzana ma da tempo immemorabile vive e lavora a Potenza.

E’ sterminata la sua produzione artistica, ben 30 sono le pubblicazioni anche in lingua inglese, francese, tesdesca, spagnola, polacca, araba, non si contano le opere pittoriche.

E’ il classico esempio di autodidatta che ha raggiunto l’eccellenza sia nel campo pittorico che in quello letterario.

Oltre alle pubblicazioni tradizionali Fanì ha prodotto un CD “L’altra metà del cielo” e un DVD “Visitate la Lucania” in cui attraverso i suoi versi e immagini fa della promozione alla nostra regione, devolvendo la metà degli incassi derivanti dalla vendita in beneficienza.

Le poesie di Fanì sono un inno d’amore alla Lucania. Tutte le espressioni artistiche di Fanì sono anche una forma di denuncia, spesso i suoi versi sono in vernacolo ma sempre traspirano di orgoglio di uomo del sud.

Fanì è un artista molto generoso, la città di Potenza in particolare gli deve essere molto grata per le sue denunce oltre che per un qualcosa di molto tangibile, lo testimoniano i tanti fontanini donati e disseminati in varie strade della città, in qualche caso Fanì ha sostituito storici fontanini rubati o spariti, in altri casi ha messo in opera, ovviamente a sue spese, fontanelle in zone che ne erano prive.

In questi giorni l’eclettico artista lucano festeggia 45 anni di attività artistica ed espone nelle scale mobili di viale Dante alcune delle sue opere.

Consiglio di passare per omaggiare un’artista che merita rispetto e riconoscenza.


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SOCIETA'
12 maggio 2013
La leggenda della persecuzione di Berlusconi

 (LE VIGNETTE SONO DI GIULIO LAURENZI)

Mi convinco sempre di più che vivo in un paese di merda. A contribuire a renderlo tale molti italiani che scelgono di essere governati da personaggi che in altre nazioni invece di sedere in Parlamento sarebbero in galera a meditare sulle loro malefatte. Si, mi riferisco a Berlusconi e alla sua corte di leccaculo. Un imprenditore spregiudicato che ha sfruttato la politica per arricchirsi ulteriormente e che tenta di passare per martire.

Ieri la “manifestazione” taroccata da “comizio” a Brescia dove il Cavaliere ha ripetuto la solita tiritera dei giudici comunisti che lo perseguitano, ma lo vogliamo capire che se qualsiasi cittadino commette un reato la magistratura ha l’obbligo di intervenire? Se la condotta del Berlusca, attraverso la miriade di società, qualcuna tipo matrioska con addentellati nei paradisi fiscali, può configurare violazione del codice civile o penale è normale che la magistratura apra dei fascicoli ed indaghi come la legge prevede. Che sia la Procura di Milano, ma non solo, ad intervenire è perché l’ex Presidente del Consiglio ha residenza in quella circoscrizione. E che la smetta di piagnucolare, in fondo non ha fatto nemmeno un giorno di carcere mentre altri coinvolti con lui nelle inchieste hanno assaggiato il pane delle patrie galere.

Un personaggio spregiudicato nel campo della finanza, che ha ricevuto enormi benefici per azioni spesso condotte sul filo della palese illegalità, un comportamento morale da censurare, frequentazioni di donne e lacchè non consoni ad un personaggio pubblico, un corruttore impenitente deve aspettarsi che la Magistratura vada a cercare violazioni dei codici.

Ma vediamola la storia giudiziaria del Silvio nazionale.

Cominciamo dai processi andati in prescrizione PRESCRIZIONE, cliccate sul link per i particolari:

Lodo Mondadori Corruzione semplice.

All Iberian 1 Finanziamento illecito ai partiti.

Consolidato Fininvest Falso in bilancio

Bilanci Fininvest 1988-1992 Falso in bilancio e appropriazione indebita.

Processo Lentini Falso in bilancio

Corruzione dell'avvocato David Mills Presunta corruzione dell'avvocato David Mills per indurlo a compiere una falsa testimonianza nei processi All Iberian eArces

Prescrizione non vuol dire assoluzione.

Un paio di processi non sono arrivati a sentenza per INTERVENUTA AMNISTIA:

Falsa testimonianza

Acquisto dei terreni di Macherio Falso in bilancio

Questi invece i processi dove la sentenza è stata di ASSOLUZIONE perché il fatto non costituisce più reato in quanto varata una legge ad personam

All Iberian 2 Falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II

Processo SME(falso in bilancio) Falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II

Questi processi sono terminati con una sentenza di ASSOLUZIONE per insussistenza del fatto

Processo SME Corruzione giudiziaria, assolto per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste

Tangenti alla Guardia di Finanza Assolto con formula dubitativa (comma 2 art. 530) anche grazie alla falsa testimonianza dell'avvocato David Mills

Telecinco (Spagna) Violazione della legge antitrust, frode fiscale e reati vari (quali riciclaggio di denaro)

Medusa cinematografica Falso in bilancio, assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati

Acquisto dei terreni di Macherio Imputazione per appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio (secondo capo di imputazione)

Mediatrade Appropriazione indebita e frode fiscale, assolto per non aver commesso il fatto

Inchiesta Mediatrade di Roma Evasione fiscale e reati tributari. L'inchiesta di Roma è uno stralcio dell'inchiesta Mediatrade effettuata dai giudici milanesi.

Questi invece i PROCEDIMENTI ARCHIVIATI, quindi dopo le istruttorie, nessun processo e nessuna persecuzione.

Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest

Traffico di droga

Tangenti fiscali Pay-tv

Stragi del 1992-1993 Concorso in strage

Concorso esterno in associazione mafiosa Imputato assieme a Marcello Dell'Utri per riciclaggio di denaro sporco

Caso Saccà Corruzione e istigazione alla corruzione

Abuso d'ufficio Abuso nell'utilizzo dei voli di stato

Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo

Inchiesta di Trani Abuso d'ufficio per le pressioni esercitate sul Presidente dell'AGCOM.

Chi ha avuto la pazienza di andare a leggere le notizie su Wikipedia relative a tutti i procedimenti a carico di Berlusconi può capacitarsi che non c’è alcun accanimento giudiziario, nei casi di palese insussistenza del coinvolgimento del leader politico non si è arrivati nemmeno al processo, si convinca quindi Berlusconi e se ne facciano capaci i suoi sostenitori, che la legge in Italia è uguale per tutti, anzi per lui è più uguale degli altri perché si può permettere i migliori azzeccarbugli sul mercato.

Per rimanere nell’ambito giudiziario ed in particolare alla causa di divorzio fra Berlusconi e Miriam Raffaella Bartolini, in arte Veronica Lario, io mi chiedo quali inconfessabili segreti deve custodire l’ex moglie di Berlusconi per “guadagnarsi” un mantenimento di 100.000 euro al giorno , (dicasi centomila, euro al giorno)? Con un mese di mantenimento della signora Lario si pagherebbe tutta la cassa integrazione dei lucani…….


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SCIENZA
1 maggio 2013
Piange il telefono...... e pure il consumatore
 

Si stava meglio prima delle innovazioni tecnologiche. Oggi un consumatore con un problema con una qualsiasi utenza deve farsi il segno della croce sia per riuscire a segnalare un guasto o un’anomalia che vedersi risolto il problema.

La trafila con i call center, non sempre la chiamata è gratuita, minuti di attesa a sentire stronzate o pubblicità o l’invito ad attivare nuovi servizi, poi comincia la battaglia con l’operatore per fargli capire qual è il tuo problema, mica cosa facile, capita che talvolta ti rispondano dall’estero, in molti casi i poveri cristi dall’altro lato del telefono hanno tempi stringenti da dedicare al cliente e qualche volta fanno cadere la conversazione.

Diamo per scontato che la segnalazione va a buon fine.

Se tutto fila liscio nei termini contrattuali il problema te lo risolvono, magari lo fa lo stesso operatore che ti ha risposto.

Se c’è bisogno dell’intervento del tecnico potrebbero insorgere problemi.

Prendiamo un caso successo realmente.

Una mattina di due settimane fa il telefono di un cliente Telecom Italia risulta muto, segnalazione al 187, due minuti di attesa e il gentile operatore ti risponde, fa le prove del caso e ti chiede di staccare e riattaccare il telefono, responso: il guasto è in centrale e ti informano che in 48 ore ti risolvono il problema.

Passano le 48 ore ma il telefono muto era e muto rimane. Occorre sollecitare la risoluzione del guasto, bisogna richiamare il 187 e stavolta i minuti di attesa sono almeno 5. Spieghi all’operatore come stanno le cose e lui ti tranquillizza dicendoti di avere pazienza e il guasto sarebbe stato riparato il giorno dopo. Bugia. Nuova trafila col 187, nuova rassicurazione, nuova fregatura. Dopo una settimana il telefono ancora non funziona. Ci sono i cellulari, diamo un po’ di tempo a Telecom Italia, pensa lo sfortunato utente.. Nuova chiamata al 187, stavolta sei un po’ incazzato, l’incazzatura aumenta perché ci vogliono 10 minuti per ottenere la risposta, forse sei troppo duro con l’operatore e questi si vendica facendo cadere la conversazione. Altri 10 minuti di attesa per la nuova chiamata al servizio clienti, stavolta ti mantieni calmo e all’operatrice che vorrebbe di nuovo fare le prove della linea fai capire con un po’ di difficoltà che si tratta di un sollecito, le prove le hanno già fatte. Domani mattina dalla centrale risolveranno il problema, questa la tranquillizzante risposta

Si fanno passare non uno ma due giorni ed oggi, primo maggio, dopo due settimane di disservizio, il guasto non è stato riparato. Nuova chiamata al 187 con tempi di attesa molto lunghi, due palle ad ascoltare le solite stronzate e una musica insulsa, quando l’operatore risponde non hai il tempo di comunicargli qual è il numero di telefono per cui reclami e la linea cade. Certo stanno combinati male a Telecom Italia, il principale operatore di telefonia fissa, se le linee dedicate al servizio clienti si disconnettono con una certa facilità….. Pazienza. Nuova tiritera e dopo oltre un quarto d’ora un gentile e paziente operatore dopo aver ascoltato le lamentele del cliente gli dice che essendo giornata festiva non c’è nessuno che possa risolvere il problema e se ne parla domani, cambia il suonatore ma la musica è sempre la stessa, il guasto lo aggiusteranno un domani che non arriva mai.

Vorresti segnalare alla Direzione di Telecom Italia il disservizio con una mail ma nessun erogatore di servizi vuol essere disturbato con la posta elettronica. Le regole le dettano loro e il cliente deve sottostare ai loro metodi ed ai loro disservizi.

Il povero e disperato utente decide di utilizzare il portale internet per segnalare il guasto, già possiede le credenziali per l’accesso e tenta anche questa strada. Ma neanche questa strada è percorribile, user e password non vengono riconosciute, pur essendo esse state opportunamente annotate e correttamente digitate, può darsi che dopo molto tempo di mancato utilizzo decadono, forse….. non ti resta che chiedere nuove credenziali per l’accesso, dovrebbero arrivare sulla casella di posta…. Chissà quando.

E’ tollerabile che un utente debba sopportare tutti questi disagi per vedersi riparata la sua linea telefonica? Il disservizio offerto da Telecom Italia è scandaloso, ma ci sono molti casi in cui i concorrenti della storica compagnia di telecomunicazione fanno molto peggio.

Vent’anni fa se non ti funzionava il telefono o la linea elettrica ti recavi presso lo sportello minacciavi di buttare all’aria le scrivanie ed in quattro e quattrotto ti risolvevano il problema. Oggi con chi te la prendi?


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Astronik Antonio Nicastro
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